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    Roma boccia il Gra: l'area del Tavello a Limena è salva

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    Roma boccia il Gra: l'area del Tavello a Limena è salva

    Messaggio Da SectorNoLimits il Lun 6 Feb 2012 - 16:07

    Il ministero dell’Ambiente boccia la strada che avrebbe dovuto attraversare un'oasi naturale: «Impatto troppo elevato sul territorio». E Limena esulta. Richiesti approfondimenti sulla trasformazione dell’Idrovia in strada a scorrimento veloce

    LIMENA. Il Tavello è salvo. Il tratto nord del Grande raccordo anulare, che doveva scavalcarlo con un lungo viadotto e una superstrada sollevata su grossi piloni di cemento, non si farà. Non in quel tratto, non così come lo si è progettato. Lo ha stabilito l’istruttoria della Via (Valutazione di impatto ambientale) emessa dall’apposita commissione del ministero dell’Ambiente alla fine di dicembre. Troppo impatto su un territorio di pregio naturalistico, con vincoli e tutele di vario tipo, primo tra tutti la definizione di Sito di interesse comunitario. Resta invece confermato, dal punto di vista dell’impatto ambientale, il resto del progetto, che comprende il Grande raccordo anulare di Padova e la trasformazione in strada dell’Idrovia fra Padova e Venezia attraverso i territori di Saonara e Vigonovo.
    Giubila Limena, si dispera Vigodarzere, mentre Cadoneghe e Rubano si domandano che fine farà adesso il traffico, dal momento che l’anello, già monco in verità, ha perso un ennesimo pezzetto.
    La notizia è deflagrata ieri, quando il sindaco di Limena, Giuseppe Costa, ha riunito in municipio gli attivisti dei partiti che lo sostengono (PdL, Lega e Udc) e ha dato l’annuncio ufficiale: da fonti certe, da politici di enti superiori, la notizia, che in realtà girava da qualche settimana, era ormai sicura. Niente più tratto nord del Gra che da Limena arriva a Cadoneghe. Si tratta della porzione della progettata strada che attraversava l’area naturalistica del Tavello lungo il Brenta e, passando per la provinciale del Terraglione a Vigodarzere, si sarebbe unita alla nuova Regionale 308 del Santo a Cadoneghe. E da lì poi proseguiva sulla tangenziale nord di Padova arrivando in zona industriale e al casello di Padova Est e via dicendo. La commissione ministeriale Via ha pertanto accolto le molte osservazioni che nel corso degli anni i comitati e i Comuni hanno presentato contro il passaggio del Gra sul Tavello, area di notevole pregio ambientale, incontaminata oasi verde tra le sponde del Brenta che comprendono Limena e Vigodarzere. A questo tratto, denominato «T Terraglione» la commissione ha dato parere negativo, perché «assolve una funzione limitata di collegamento e smistamento dei traffici locali e non incide sul quadro trasportistico globale dell’area metropolitana di Padova. Inoltre presenta notevoli impatti con aree protette e interferenze con il territorio edificato attraversato, così come evidenziato dalle numerose osservazioni di soggetti pubblici e privati; pertanto la soluzione progettuale proposta per il tratto «T» non risulta ambientalmente compatibile».
    Per quanto riguarda l’Idrovia, la commissione ritiene «indispensabile la redazione di uno studio idraulico approfondito del sistema Brenta-Idrovia-Taglio Nuovissimo, che ricomprenda tutto il sistema di interventi previsto o in realizzazione per la mitigazione del rischio idraulico individuati dalla Regione Veneto e previsto dall’autorità di bacino nella prima variante recentemente adottata».
    Parere positivo, infine, sul progetto preliminare del Grap nella versione aggiornata e integrata trasmessa dal proponente il 5 agosto 2011, limitato all’idrovia e al raccordo di Padova, Terraglione escluso.
    Sono state accolte, poi, diverse osservazioni presentate da privati e Comuni: Rubano, ad esempio, potrà avere delle opere che mitighino l’impatto nei pressi del laghetto. Spostare più a ovest il tracciato potrebbe essere accettato, anche se avrebbe maggiore interferenza con villa Pedrazza.
    Saonara, invece, che ha sempre ribadito la contrarietà al Grap e alla strada Camionabile lungo l’idrovia, è stata per lo meno ascoltata: la commissione a preso atto delle motivazioni addotte dal Comune e vede con interesse tutte le iniziative tecniche che possono portare a ottimizzazioni delle soluzioni più controverse.
    Ponte San Nicolò teme che il collegamento con la zona industriale di Padova e la strada Bovolentana porti in paese più traffico: la commissione ministeriale ne prende atto, rilevando come tuttavia la funzione della strada sia quella di sgravare la viabilità locale dall’attraversamento dei mezzi pesanti che vanno verso Padova.
    Mestrino potrà avere mitigazioni acustiche e mantenere il collegamento tra via Petrarca e via Milano tramite una controstrada.
    Grande nodo da sciogliere è la Castagnara a Cadoneghe: il progetto prevede la realizzazione di un ponte parallelo a quello di Pontevigodarzere, il precorso sull’argine fino a Isola di Torre, dove si collegherebbe a Torre tramite un nuovo ponte. Se il nodo di Castagnara non è incluso nel progetto Gra (come viene scritto nelle osservazioni in risposta a Vigodarzere), tuttavia è comunque una complanare (C1): a questa non è chiaro se sia stato dato parere favorevole o meno.



    Data: 5 febbraio 2012
    Fonte: Il Mattino di Padova
    Firma: Cristina Salvato


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